Category: Scultura

03
Nov

Elegia duinese n.1, 2016

#1; #2;  #3
minerale, creta
12x15x10 cm; 11x12x5 cm; 13x7x5 cm

Elegia duinese n.1 è un’opera ispirata alla omonima poesia di Reiner Maria Rilke ed è composta da un minerale duro e da una parte malleabile che, contrariamente al primo, consente di poter lasciare un segno sulla materia consentendo di attivare con essa una connessione di tipo  viscerale.

10
Feb

Made in Italy, 2012

20 pz

altorilievo, gesso

dimensioni variabili

Centrini di macramè rappresentati come fossili compongono una stratificazione storica fatta di tracce culturali, una geologia vera e propria che ha lasciato di sé tracce sotterranee e vive allo stesso tempo.

10
Feb

Eroina, 2012

Forma della molecola di eroina ricamata all’uncinetto

cotone

Una metafora dell’aspetto narcotizzante della vita domestica.

28
Gen

noenemy, 2008

Progetto site specific, 7 lettere di legno rivestite di piombo,

250×150 cm

Courtesy dell’artista e del Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto

Ho scelto di installare quest’opera nel foyer del terzo piano del Mart in modo che chi salisse le scale si trovasse ad una distanza che non gli permettesse di cogliere immediatamente il senso della frase. Le lettere, infatti, sono messe ognuna alla stessa distanza dall’altra in modo tale che non vi sia spazio tra la parola NO e la parola ENEMY. Questa disposizione confonde immediatamente l’osservatore, ciò a cui si trova di fronte è una parola che non capisce e che allo stesso tempo si impone alla sua vista in modo monumentale e dirompente. La visione unitaria non permette la comprensione del significato. L’opera si fa metafora dell’ambiguità che anima la rappresentazione ed incarna dal linguaggio, che , attraverso la dialettica, “definisce” ciò che qualcosa è nel dire cosa allo stesso tempo non è. Allo stesso modo l’identità ed il nemico si formano reciprocamente, in una dialettica che serve a sostenersi, per non rimanere uno orfano dell’altro e perdere così la propria ragion d’essere. Negli spazi, nelle intercapedini che ospitano l’ambiguità, ciò che esattamente non può esser definito, si trova uno spazio fertile  che si sottrae ai dualismi e gli antagonismi dialettici.