Commissionato da Maria Grazia Chiuri, realizzato in collaborazione con Dior e curato da Paola Ugolini, questa installazione monumentale mette insieme arte, moda, femminismo ed eredità storica, sovvertendo simbolicamente e concettualmente i paradigmi patriarcali che storicamente la Galleria degli specchi della Reggia di Versailles rappresenta e trasformandola così nella Galleria delle ombre.
Realizzata in due diversi contesti, Baby dull è una performance che mette al centro l’intimità come spazio di negoziazione e di potere.
Per la performance Baby Dull del 2020 da Spazio Taverna (Roma), Silvia Giambrone instaura una collaborazione con alcuni professionisti di diversi settori chiedendo loro di dare, secondo le loro competenze lavorative, una interpretazione del suo comportamento mentre lei performa l’azione di indossare delle ciglia legate a delle catene attaccate al muro realizzate da lei come vere e proprie sculture. I professionisti chiamati a partecipare sono: Stefano Ambrosetti (Avvocato), Massimo Bassan (Fisico Gravitazionale), Igor Branchi (Etologo), Davide Enia (Scrittore), Isabella Pratesi (Naturalista).
L’azione compiuta dall’artista viene così interpretata in modi molto diversi rivelando il vuoto di verità implicito nelle trappole tese dall’identità socialmente intesa e mettendo quindi in guardia dai rischi nei quali si incorre quando la conoscenza diventa potere.
Il tema della performance diventa quindi l’introiezione della violenza, esplorata nelle sue possibili interpretazioni.
performance con Silvia Giambrone e Dalila Cozzolino
Padiglione James Wines, Parco sculture, Fondazione Pietro e Alberto Rossini, Briosco (MB)
videoproiezione
col., loop
Attraverso il dispositivo architettonico – il padiglione di James Wines che si trova nel parco sculture della Fondazione Pietro e Alberto Rossini – Atto unico per mosche racconta l’alienazione domestica e l’invisibile e misteriosa corrispondenza tra persone, oggetti, spazio e tempo.
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