Category: Video

07
Feb

Translation, 2009

Col, dur. 1’04’’

Una performance di scrittura che interroga il rapporto tra legge, linguaggio e corpo. Il punto di partenza del lavoro è l’idea che il linguaggio -e la legge in quanto formulazione linguistica- sia in grado di contenere in maniera piena la complessità della realtà, rappresentandola e dandone espressione. Ciò implicherebbe una corrispondenza diretta tra ciò che viene rappresentato e il linguaggio che lo rappresenta, tra parola e cosa, tra legge e fatto. In alternativa, una diversa visione è quella che pone in evidenza la dimensione sempre paradossale del linguaggio, l impossibilità del linguaggio di contenere e rappresentare “fedelmente” la realtà. In questa direzione va considerato anche l’elemento incongruo della legge, il fatto cioè che la legge, in quanto formulazione linguistica, sgambetta e tradisce sempre se stessa.

In questa dimensione, il primo comandamento fornisce un utile esempio di espressione linguistica e di incapacità di questa espressione di “assolvere” alla funzione comunicativa e ingiuntiva che le è propria. La semplice trasposizione della comune tradizione biblica, da una lingua all’altra, da una scrittura ad un’altra, implica nella sua azione di scrittura un simultaneo effetto di traduzione e tradimento: una mano tradisce l’altra in una semplice e simultanea operazione di traduzione. L’ unicità implicata e contenuta dalla formula “non c’è altro dio all’infuori di Dio” viene così trasgredita e smembrata in una sequenza di segni dissociati che seguono più un ritmo asincrono tra le due mani, una danza, che non  l’invocazione di senso che il comandamento vorrebbe esercitare.

28
Gen

Eredità, 2008

Colore, dur.10”

Con l’obiettivo di esplorare la forte ed intensa relazione tra controllo e desiderio, questa performance vuole indagare le pratiche di seduzione come forme di controllo sul corpo ad opera di sotterranee influenze di una radicata ed egemonica cultura patriarcale. Ho avuto questa idea quando per la prima volta ho visto il film Gola Profonda, un cui la cosa che ho trovato più pornografica erano proprio le ciglia finte indossate dalle attrici. Perché quelle ciglia così grandi, così sproporzionate?Mi sono domandata quale fosse la relazione tra quelle ciglia e la seduzione stessa. Perché per enfatizzare il potenziale seduttivo c’era bisogno di una protesi, di mostrare quelle donne quasi come corpi-assemblaggi, quasi cyborg? Questo lavoro nasce dunque dal desiderio di esplorare il desiderio: è il desiderio  una risorsa prodotta liberamente dalla nostra creatività, o piuttosto il prodotto di circostanze e contesti sociali e storici? Di cosa si nutre e di cosa è fatto il meccanismo del desiderio, e come possiamo ancora indossare quel modo di desiderare?In che modo desideriamo il desiderio?