Nobody’s room, 2015 (performance)

Performance

performance con Silvia Giambrone, Davide Enia, Dalila Cozzolino, Andrea di Palma

Nobody’s room è una performance che si esegue utilizzando la scultura omonima composta da aste da microfono e oggetti da cucina.

Il testo è liberamente tratto da ‘Indicazioni stradali sparse per terra’, del poeta e drammaturgo bosniaco Nedzard Maksumic che ha scritto venti punti per sopravvivere ad una guerra. Ho riadattato il testo togliendo i riferimenti diretti alla guerra e ai massacri e trasformandoli in diciassette punti per sopravvivere al proprio ambiente domestico.

Il testo riadattato è il seguente:

1. In questo contesto nessuno è matto. O almeno ciò non si può asserire nei confronti di nessuno. Molti di quelli che erano matti prima, ora si mettono in mostra molto bene. Come combattenti coraggiosi, convinti delle idee degli altri.

2. In queste condizioni nessuno è intelligente. Non si deve credere alla verità di nessuno. Le lunghe disquisizioni di una volta sull’insensatezza di ciò, in un batter d’occhio si trasformano in un selvaggio grido, non appena si viene a conoscenza di cosa è accaduto.

3. Bisogna non ricordare nulla e provare a dormire senza sonno, ornarsi di amuleti. Avere fede nel fatto che saranno d’aiuto. Bisogna avere fede in qualsiasi segno. Ascoltare attentamente il proprio ventre. Agire secondo le proprie sensazioni. Se si pensa che non bisogna camminare per quella strada, allora andare per un’altra.

4. Bisogna non avere paura di niente. La paura genera nuova paura e blocca. Bisogna credere fermamente di essere stati prescelti a restare vivi.

5. Bisogna non lasciare lavori a metà. Saldare i debiti. Essere puliti. Non fare nuove amIcizie. Già con quelle vecchie si avranno abbastanza preoccupazioni

6. Bisogna proteggere i ricordi, le fotografie, le prove scritte del fatto che si è esistiti. Se tutto brucia, se si perde tutto, se ti prendono tutto… si dovrà dimostrare anche a se stessi che una volta si era. Ammassare tutto nei sacchi di plastica, seppellirli nella terra, murarli nelle pareti, nasconderli, e solo ad alcuni svelare la mappa per raggiungere il tesoro.

7. Bisogna non legarsi alle cose, alla terra, ai muri, alle case, ai gioielli, alle automobili, agli oggetti d’arte, alle biblioteche… Trasformare in denaro tutto ciò che ha ancora un prezzo. E tuttavia, non legarsi in alcun modo al denaro. Appena si può scambiarlo con la libertà.

8. Adoperarsi per il bene delle persone. Sempre. Il più delle volte non lo meritano, ma farlo ugualmente. Non aspettarsi alcuna riconoscenza. Non chiedere per chi si fa il bene. Non legarsi alle proprie azioni.

9. Non dire ciò che si pensa. Non essere così stupido. Perché appena si pensa non si appartiene più a loro. Non tacere, perché non possano pensare che pensi a qualcosa. Parlare, così, giusto per parlare.

10. Se ci si imbatte nel pericolo, non essere coraggiosi, neppure spinti dalla disperazione. Tentare di sopravvivere. Fare tutto quanto è nelle proprie possibilità. Soltanto bisogna stare attenti a non mettere altri in pericolo con i propri tentativi. Finché non si è morti si è vivi. Sembra comprensibile. Non toglierselo mai dalla testa. Se occorre sacrificarsi, farlo per le persone cui si vuol bene, non farlo mai, in nessun modo, per delle idee. Il sacrificio verrà giudicato dagli altri sempre in maniera scorretta, a seconda della loro coscienza e della loro prospettiva. Le idee passeranno, si rovineranno, diventeranno comiche. Se si resta vivi, si vedrà quanto sarà difficile continuare a credere in loro.

11. Non supplicare per nessun motivo. Non supplicare nessuno. Neanche se c’è di mezzo la vita. E’ una questione di buon gusto. Pensare solo cosa vuol dire vivere sullo stesso pianeta con chi ti ha risparmiato la vita.

12. Non mettersi a capo di nessuno. Per nessuna ragione. Quando ci si voltasse a cercare aiuto, dietro non ci sarà nessuno. Non fare affidamento su nessuno, ma non sottrarsi al fatto che quelli che ami fanno affidamento su di te. Questo è salutare. Bisogna sapere: perché? Gli obiettivi non devono essere grandi, in nessuno modo di carattere generale. Conoscevo una persona che per tutto il tempo ha desiderato dl bere una birra. E’ vero: non ci è riuscito, ma era splendido vivere desiderandolo.

13. Non stupirsi di nulla. Di ogni possibile prodigio. Non farsi deprimere da nessuna cosa. Anche prima erano tutti fatti così, solo che le condizioni erano diverse da quelle di adesso. Questa è la prima occasione per mettersi alla prova. Così tanti sono delusi da loro stessi che in confronto la propria delusione è un nonnulla. Se qualcuno ti tradisce una volta, non lasciargli la possibilità di farlo un’altra volta.

14. Cercare di essere sempre prudenti. Se si ha bisogno di una buca in cui ripararsi, scavarsela da soli. Se qualcun altro lo fa per te, la buca potrebbe rivelarsi troppo piccola.

15. Non si ha il diritto di adirarsi con nessuno. E tuttavia, è necessario non dimenticare nulla. Quando tutto è finito, decidere di cosa non ci si vuol più ricordare. Se tutto è passato, non dimenticare gli esami che alcuni non hanno superato.

16. E però, non fondarsi su questo. Non aspettare l’occasione per potersi rivalere. La vendetta deve essere estranea. Una questione che appartiene ad altri. Se si sopravvive, si vive per se e per quelli che sono sopravvissuti.

17. E ancora, non credere mai di essere il Signore della Verità. Nessuno lo è. A me è sembrata in questo modo. A un altro è sembrata diversamente. Mantenere per sé il pezzetto della propria verità. Servirà soltanto a se stessi. Rinunciare al diritto di scrivere la storia dell’assedio. Non contrapporsi ai nomi di quelli che sono stati scelti come eroi. Non sperare di riuscire a mettere a posto qualcosa, neanche una ingiustizia rimasta in sospeso. In quel momento, la storia è già stata scritta. Non c’è posto qui per la propria verità.

Ora che si sa tutto questo, provare a proteggere se stessi e forse a salvarsi la testa. Se non ci si riesce, almeno non ci si annoierà.